Pizzo a tombolo: storia e caratteristiche
Quella del pizzo a tombolo è un’arte antica, una tecnica tramandata di generazione in generazione e simbolo della cultura e delle tradizioni di molte regioni italiane, come il Molise. Ancora oggi, passeggiando per le vie di Isernia, è possibile ammirare dal vivo la realizzazione di questi merletti, con i quali impreziosire lenzuola, coperte, tende, tovaglie e centrotavola.
Ma che cosa è il tombolo?
Scopriamolo insieme a I Maestri del Corredo.
Che cosa sono i pizzi a tombolo: origine e differenze nelle regioni d’Italia
Il Pizzo al tombolo è una forma di merletto originaria dell'Italia, che si è sviluppata a partire dal XV secolo e che ancora oggi è considerata una delle più belle e complesse tecniche di lavorazione dei tessuti. Ma chi ha inventato il tombolo e dove è nato? Il luogo di origine non è del tutto chiaro, anche se si tende a far risalire la storia di questa tipologia di pizzo al Molise. Si dice che siano state le suore spagnole del monastero benedettino di Santa Maria delle Monache a diffondere questa splendida arte tra le loro educande.
Con il trascorrere del tempo, ogni zona d’Italia iniziò a definire la propria tecnica rispetto alle altre: si diffusero e distinsero in questo modo il pizzo di Cantù, il Punto di Venezia e il pizzo di tombolo di Scanno e Pescocostanzo in Abruzzo. Anche l’origine del pizzo di Cantù, in Lombardia, si deve ad un convento: qui veniva realizzato dalle suore dell’Ordine delle Umiliate. Con l’uso abile di fuselli e filo, queste realizzavano addobbi per l’altare e vestiti per sacerdoti. La storia del Pizzo a tombolo risale quindi al Rinascimento, quando la moda dei tessuti fini e pregiati raggiunse il suo apice in Italia.
Inizialmente, il pizzo al tombolo veniva utilizzato principalmente per abiti e decorazioni liturgiche, ma in seguito si diffuse anche in altri paesi europei, diventando un'importante esportazione per l'Italia.
Nel XVII secolo, il pizzo tombolo raggiunse il suo massimo splendore, grazie all'abilità delle artigiane che lo producevano, e venne considerato un simbolo di prestigio e di eleganza. Questo tipo di merletto è caratterizzato da motivi a rilievo, creati attraverso l'incrocio di fili di cotone o lino intorno ad una serie di chiodini posti su un cuscino da lavoro di forma cilindrica e imbottito di crine, ovvero il tombolo. La lavorazione richiede una grande maestria e pazienza, poiché ogni singolo punto viene realizzato a mano e richiede un'attenzione costante alla precisione.
Come si lavora il tombolo e dove viene realizzato oggi?
Come si lavora il tombolo pizzo? Come si evince dal nome, la sua realizzazione avviene mediante uno strumento definito tombolo, le cui forme variano a seconda delle diverse regioni e zone d’Italia. Si tratta generalmente di un tamburo di forma circolare appoggiato ad un piedistallo di legno. L’utilizzo di questo cuscino-tamburo imbottito, talvolta personalizzato con stoffe colorate, richiede come già detto tanta maestria, precisione e pazienza. Sul tamburo viene posizionato il disegno del merletto da realizzare. La trama viene poi lavorata con i fuselli, attorno ai quali vengono intrecciati i fili che compongono il merletto. Che filo si usa per il tombolo? Solitamente lino e cotone.
Dove si fa il tombolo oggi? Oggi, il Pizzo a tombolo è ancora un'arte viva, grazie alla passione e all'impegno di un numero limitato di artigiani che si dedicano alla sua produzione. Le principali regioni italiane in cui si produce il pizzo a tombolo sono il Molise, la Puglia, la Calabria e il Veneto, ma esistono anche altri luoghi in cui questa tecnica è ancora praticata con successo. Ben ventisette comuni italiani, a partire da Isernia, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per sostenere la candidatura del merletto italiano a Patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco. I pizzi a tombolo vengono utilizzati per la creazione di abiti, accessori, oggetti di arredamento e di gioielleria, la cui bellezza e complessità continuano ad affascinare chiunque abbia la fortuna di ammirarli.
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